Apprendimento fa rima con divertimento. I laboratori pomeridiani dell’Infanzia.

Programmi per la settimana? Fitta e densa di incontri e attività l’agenda dei bambini e delle bambine della scuola dell’Infanzia, impegnati nell’importantissimo percorso di crescita, grazie alla ricca proposta di laboratori pomeridiani, avviati e gestiti dalle maestre e dalle volontarie del Servizio Civile Universale.

Per i più piccoli, l’appuntamento è quotidiano, dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 16:00, e ogni giorno ci aspetta un’esperienza diversa!

Ecco il nostro calendario:

Lunedì è sempre una sorpresa con la “Scatola Magica”, dove i bambini sono  curiosi di scoprire quale nuova avventura li attenderà, percorsi a ostacoli, lavoretti con l’argilla, cacce al tesoro;

Martedì è “Story Time”, dedichiamo questo giorno al racconto di una storia educativa, significativa ma anche divertente, la drammatizziamo con loro e impariamo tante cose nuove;

Mercoledì è uno dei giorni più attesi dai piccoli apprendisti degli “Scacchi”! La nostra giovane e bravissima insegnante di scacchi Simona Merendino, stimola l’apprendimento attraverso la giocomotricità, i bambini all’interno di una scacchiera gigante possono imparare a muoversi come fossero loro i pezzi protagonisti del gioco;

Giovedì è “Art Attack”, diamo sfogo alla creatività, alla manualità e alla fantasia dei più piccoli, coloriamo, incolliamo, ritagliamo e creiamo delle vere e proprie opere d’arte! L’ultimo giorno della settimana;

Venerdì è “Musica” per le nostre orecchie! Dalila D’Agostino, introduce all’esperienza musicale, i bambini entrano a contatto con gli strumenti, chitarre, tamburelli, campanelli, e scoprono di poter riprodurre tantissimi suoni anche attraverso il corpo umano, così la nostra hall si trasforma in una magica orchestra.

Vieni a scoprire di più, le iscrizioni sono sempre aperte!

Per info e iscrizioni scrivi a : direttriceinfanzia@gonzagapalermo.it

La tutoria nella scuola media: accompagnare il cammino di ogni studente

La tutoria ignaziana è uno dei “fili rossi” delle scuole dei Gesuiti. È un modo attraverso il quale ci prendiamo cura personalmente dei nostri alunni; un’azione educativa che aiuta a crescere nell’ambito umano, educativo, esistenziale. Attraverso la figura di un docente tutor, si stimola quell’apprendimento riflessivo che promuove nei ragazzi l’interiorizzazione e la rilettura delle proprie esperienze didattiche e relazionali. Nella nostra scuola tutti i docenti vivono la relazione con i propri studenti con un atteggiamento pedagogico di tipo tutoriale. Tuttavia, per ogni classe si individua un docente tutor. Questi è chiamato a una formazione iniziale e continua nel corso dell’anno, finalizzata alla comprensione e gestione delle dinamiche di classe, e del colloquio individuale.

La tutoria al triennio della scuola secondaria di I grado viene dunque proposta a tutte le classi, in quanto gruppo, e al singolo alunno, persona al centro del nostro progetto educativo. Il tutor accompagna e stimola lo studente e, attraverso il colloquio individuale, lo guida verso una graduale consapevolezza della propria identità e unicità. Contestualmente il tutor propone al gruppo classe delle attività volte a stimolare la relazione fra pari e con il corpo docente, e creare le condizioni per un contesto sereno di crescita. Le attività sono strutturate dall’equipe dei tutor, tenendo conto della fascia d’età e del profilo della classe.

Nelle Prime medie, a inizio anno scolastico, il percorso di tutoria si concentra sull’acquisizione e il potenziamento delle competenze metodologiche; il tutor propone alla classe il test sugli stili di apprendimento e attività sul metodo di studio. Attraverso il test sui diversi stili di apprendimento si consente ai ragazzi di acquisire consapevolezza delle modalità di lavoro più efficaci nel proprio processo di apprendimento; attraverso le attività sul metodo di studio, si stimola la motivazione, l’organizzazione dei contenuti, l’apprendimento. Nel corso del triennio, nelle Prime nelle Seconde e nelle Terze, tenuto conto dei diversi bisogni propri dell’età e di ogni gruppo classe, l’equipe di tutoria individua attività volte ad accrescere nei ragazzi competenze personali e sociali, declinate secondo la pedagogia ignaziana. Nel corso del terzo anno inoltre, attraverso attività di classe e colloqui individuali, si guidano i ragazzi nell’Orientamento, in vista di una scelta consapevole e personale nel prosieguo degli studi.

Tipi di attività proposte: lavoro sull’identità, sulle emozioni, sulle relazioni interpersonali, sulla riscoperta di valori quali la gentilezza, sull’amore e rispetto per il Creato e la bellezza, sulla scoperta del senso autentico della vita, sull’affettività, sul bullismo, sulle diverse forme di dipendenze – gioco, fumo, droga, shopping compulsivo – e sulla loro prevenzione. La modalità didattica è quella del PPI, Paradigma Pedagogico Ignaziano: Contesto, Esperienza, Riflessione, Azione, Valutazione.

Prof.ssa Lucia Sessa docente della Scuola Secondaria di Primo Grado

 

La Martorana. La Scuola dell’Infanzia riscopre le tradizioni

La Scuola dell’Infanzia, ha deciso di inaugurare l’arrivo dell’autunno, organizzando un ampio ventaglio di laboratori a tema, svolti durante l’orario curricolare, in cui i nostri piccoli protagonisti hanno avuto modo di liberare la fantasia e la creatività.

Il Mago Autunno, così chiamato dai più piccoli, ha fatto il suo ingresso nelle aule, nei corridoi, negli spazi, in ogni interstizio della scuola, e il laboratorio d’arte si è trasformato in  vera e propria officina di creatività pura!

I bambini e le bambine si sono, infatti, dedicati alla realizzazione di addobbi con ghirlande, alla decorazione di alberelli con le foglie secche raccolte durante le passeggiate all’interno del campus, e, infine, dipinto utilizzando tappi di sughero, spugne e materiale riciclato. L’attività, però, che più li ha entusiasmati, alla stregua delle maestre coinvolte, è – senza ombra di dubbio – il laboratorio di cucina per la realizzazione della frutta di Martorana, in un percorso di riscoperta delle nostre tradizioni. Il 1° novembre in Italia si celebra la Festa di Ognissanti, una festa cristiana dedicata alla gloria e l’onore di tutti i Santi. La cultura angloamericana celebra Halloween – e chi non conosce dolcetto o scherzetto?

Nonostante sia molto diffusa, abbiamo deciso di porre costante attenzione alla messa a valore del nostro patrimonio culturale, delle nostre più antiche tradizioni. A Palermo, quella della frutta di Martorana è un’antichissima usanza, motivo per cui, le maestre dell’Infanzia hanno proposto e  avviato un laboratorio di cucina, cimentandosi insieme ai bambini nella realizzazione di biscotti e frutta di pasta di mandorle. È stata occasione di riscoperta delle nostre tradizioni e di svelamento e valorizzazione delle doti decorative ed artistiche dei nostri bambini, dando ampio spazio e libero sfogo alla fantasia! L’attività laboratoriale si è configurata come un percorso a tappe, a step: i bambini entusiasti, con le loro bandane da cuochi provetti, hanno prima conosciuto gli ingredienti, e poi si sono subito messi all’opera, manipolando l’impasto, con le piccole manine da artigiani, dando forma e sostanza ai dolcetti; finalmente seccatesi, gli stessi sono stati dipinti e confezionati, insieme ai biscotti, per trasformarsi in dono alle famiglie! È stato un lavoro meticoloso, realizzato con impegno e cura, e tanto divertimento. La preparazione materiale della frutta è stata accompagnata da un momento più teorico di racconto delle origini della pasta di Martorana, a molti non nota. Voi la conoscete? A Palermo, la frutta di Martorana è la preparazione più antica e famosa fatta con la pasta di mandorla, confezionata dalle suore del convento annesso alla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, su Piazza Bellini. Questo dolce tipico deve il suo nome alla nobildonna Eloisa Martorana, colei che fece costruire il monastero benedettino, situato a fianco della chiesa e del convento.

Da allora, tutto il complesso edilizio prese il nome “della Martorana” in suo onore, e allo stesso modo furono anche chiamati i dolcetti preparati dalle suore. La tradizione vuole che il giardino e l’orto del convento fossero i più belli della città, i più ricchi di alberi da frutto e ortaggi. Venuto a conoscenza del loro splendore, il vescovo di quel tempo, decise di constatarne la bellezza personalmente. Il tempo, però, non era propizio alla visita: in pieno autunno, per la festa di Ognissanti, gli alberi erano già privi di ogni frutto. Qui risiede il tenace ingegno delle monache, che decisero di ricreare la frutta fresca con la pasta di mandorle per addobbare gli alberi, e restituire al giardino il suo noto splendore!

Le origini della tradizione sono ora note anche a voi, cari lettori. Cosa aspettate, adesso, a mettere le mani in pasta e farla rivivere sulle vostre tavole, riscoprire, così, con gusto ciò che ci regala la nostra cultura?